Ritratto

Salvatore Morelli

"Il primo a chiedere la parità dei diritti per le donne".

Teatro

La scrittrice Emilia Sarogni ha tratto dal suo libro, L’Italia e la donna. La vita di Salvatore Morelli, ora in seconda edizione, con prefazione del Prof. Luigi Fontanella della State University di New York, un dramma: SALVATORE MORELLI. UNA TRAGEDIA ITALIANA.

L’opera teatrale è ispirata alla vita del patriota e politico mazziniano, di Carovigno, in provincia di Brindisi, Salvatore Morelli, fortemente impegnato per l’unificazione, l’indipendenza e la liberazione dal dominio straniero dell’Italia durante il Risorgimento. Negli anni successivi l’Unità, Salvatore Morelli si dedicò, primo nella storia del nostro Paese e in Europa, alla difficile battaglia per i diritti, in piena parità con l’uomo, delle donne italiane, ben consapevole della necessità di emancipazione anche per la popolazione femminile degli altri continenti, in un’epoca nella quale nessun Governo riconosceva ancora alle donne i diritti della persona umana, attribuiti a tutti gli uomini dalla Rivoluzione Francese.

Salvatore Morelli nacque a Carovigno, in Terra d’Otranto, nel 1824. Aderì alla “Giovine Italia” di Mazzini mentre studiava Giurisprudenza all’Università di Napoli. Successivamente divenne giornalista e scrittore, con un forte impegno politico. Scontò dieci anni di carcere per aver partecipato alle insurrezioni del 1848, quando Ferdinando II di Borbone ritirò la Costituzione. Nel 1851 venne trasferito dall’isola di Ponza, dove nelle ore d’aria insegnava a leggere e scrivere ai figli dei pescatori, al Castello di Ischia, prigione di massima sicurezza per i detenuti politici. Vi subì una falsa fucilazione, venne torturato e vide i suoi libri bruciati. Terminò il lungo periodo di prigionia sull’isola di Ventotene. Qui salvò due bambini che stavano annegando e rifiutò la libertà, che gli spettava secondo antiche consuetudini, a favore di Nicola Paladini, sposato e con numerosi figli. Inviato a Lecce nel 1858 a soggiorno obbligato, nel gennaio 1860 fu di nuovo imprigionato, avendo rifiutato un incontro con Francesco II. Uscì dal carcere al crollo del regime borbonico.

A Lecce risiedeva presso il patriota Pasquale Greco, la cui moglie, Giovanna De Angelis, intelligente e sensibile, gli ispirò la sua opera più importante, pubblicata a Napoli nel 1861, con due successive edizioni, dal titolo definitivo La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale, volta a chiedere l’emancipazione femminile otto anni prima di John Stuart Mill.

Fu deputato per quattro legislature, dal 1867 al 1880, quando non esisteva l’indennità parlamentare, introdotta da Giolitti nel 1907. Nel 1867 presentò, primo in Europa, un progetto di legge per la parità della donna con l’uomo, forte risposta al Codice Civile italiano del 1865, che sottometteva la donna all’autorizzazione maritale, facendone una minorenne a vita e precludendole il diritto di voto. Negli anni 1874-1875 propose un nuovo Diritto di Famiglia, che prevedeva l’eguaglianza dei coniugi nel matrimonio, il doppio cognome, i diritti anche dei figli illegittimi, il divorzio. Nel 1875 chiese di nuovo il voto femminile.

Nel 1877 il Parlamento italiano approvò, con larga maggioranza, la legge Morelli, per riconoscere alle donne il diritto di essere testimoni negli Atti del Codice Civile, come i testamenti. Si trattò di un importante progresso, per i risvolti economici, dando alle vedove la possibilità di prendere conoscenza dei beni lasciati dal marito, e perché costituiva il primo passo verso la capacità giuridica delle donne.

Propose un’istruzione moderna, gratuita e obbligatoria per tutti, tutelò i deboli (figli illegittimi, preti patrioti, principesse sabaude, prostitute), costruì ferrovie e scuole, promosse il risanamento di zone paludose della Campania, fu federalista e suggerì una sorta di Nazioni Unite per dirimere i contrasti tra le Nazioni. Nel 1880 morì in miseria in una piccola pensione di Pozzuoli. Per ottenere i diritti delle donne richiesti da Salvatore Morelli è stato necessario oltre un secolo.

La tragedia, divisa in tre Atti, rispecchia momenti di vita del protagonista di particolare rilievo: la prigione più dura, il grande e unico amore della sua drammatica esistenza, la morte in assoluta miseria, non esistendo allora l’indennità parlamentare, introdotta da Giolitti nel 1907. La recitazione di ogni Atto prende circa mezz’ora. L’Opera dura quindi circa un’ora e mezza.

Le prime rappresentazioni della Tragedia possono tenersi in prossimità e nel corso del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, nelle cui celebrazioni si integra perfettamente. L’opera rappresenterà anche in futuro un riconoscimento a un eroe della Puglia e dell’Italia e una struggente storia d’amore, inserita nell’atmosfera fortemente romantica del Risorgimento. Il dramma può essere rappresentato in un Teatro, oppure, a scopo amatoriale o didattico, in una sala di una scuola, di un circolo, di una filodrammatica e, d’estate, in uno spazio aperto.

La voce narrante è uno dei personaggi, a scelta del regista attore o attrice, con un ruolo simile a quello del coro nelle tragedie greche. Volendo, alla fine o all’inizio del dramma, specie se è rappresentato a scopo didattico, la voce narrante può leggere la nota storica. Oppure la nota può costituire la base per fornire informazioni sul contesto storico prima dei singoli Atti.

Nel giugno 2010 il dramma di Emilia Sarogni, SALVATORE MORELLI. UNA TRAGEDIA ITALIANA, è stato pubblicato a Torino da Daniela Piazza Editore. Il 19 luglio dello stesso anno il dramma è stato rappresentato per la prima volta in Puglia, a Carovigno, città natale di Salvatore Morelli,  in provincia di Brindisi, per festeggiare il prossimo Centocinquantesimo Anniversario dell'Unità d'Ialia. Nei giorni successivi sono seguite altre rappresentazioni: a Ostuni, il 20 luglio; a San Vito dei Normanni il 21 luglio dello stesso mese. Nel 2011, SALVATORE MORELLI. UNA TRAGEDIA ITALIANA di Emilia Sarogni è stata rappresentata al "Teatro Comunale di Loreto", l'11 febbraio, con la Regia di Pino Cuscito e figura su yuotube, con l'indicazione del titolo e dell'autore. Successivamente la Tragedia è andata in scena, il 19 marzo,  a Torino, al "Cinema Teatro Agnelli", con la Compagnia teatrale pugliese "I Castellani" e il 9 aprile, a Francavilla Fontana (Br), al "Cinema Teatro Italia" con la stessa Compagnia. Altre rappresentazioni sono previste per l'autunno 2011 e nel 2012.

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CAROVIGNESE
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