Ritratto

Salvatore Morelli

"Il primo a chiedere la parità dei diritti per le donne".

Al Signor Salvatore Morelli

Membro della Camera dei Deputati – Firenze

 

G._MazziniGiuseppe Mazzini, scriveva così:

“Caro Morelli.

Non vogliate, nel mio lungo silenzio, credermi scortese, o dissenziente dall’idee contenute nelle vostre proposte.

Io non vi scrissi perché non urgeva; perché, mal fermo della salute e sopraccaricodi lavoro, non poteva scrivervi a lungo e non voleva mandarvi poche e fredde parole; e finalmente perché mi lusingai di poter darvi, uno scritto sulle quistioni. M’avvedo ora che nol potrò per due mesi almeno; però rompo l’indugio, e vi scrivo perché sappiate che la vostra del 23 giugno mi fu fedelmente recapitata.

Le vostre proposte ànno importanza vitale – L’insegnamento dato alle moltitudini costituisce la vita morale di un popolo, come il lavoro giustamente retribuito ne costituisce l’esistenza materiale.

E l’emancipazione della donna sancirebbe una grande verità, base a tutte le altre, l’unità del genere umano, e associerebbe nella ricerca del vero, e del progresso comune una somma di facoltà e di forze, isterilite in oggi da quella inferiorità che dimezza l’anima – Ma sperare di ottenerla dalla Camera come è costituita, e sotto il dominio dell’istituzione che regge l’Italia, è, ad un dispresso, come se i primi Cristiani avessero sperato d’ottenere dal paganesimo l’inaugurazione del monoteismo e l’abolizione della schiavitù.

Da questo potere, per entro i limiti di questo statuto può mai scendere l’iniziativa che voi cercate?

Potete voi, uomo di pensiero, illudervi a trovarla nella Camera, che dichiarò Roma Capitale d’Italia, e assentì poco dopo alla Convenzione che le assegnò a Capitale Firenze? O nel Senato, che rifiutò l’aolizione del carnefice? Ec.

A Roma, a Roma! Questo dovrebb’essere, Morelli, il vostro grido, il grido di tutti noi. A Roma con una bandiera degna di essa, e vergine di disonore. A Roma in nome dell’Avvenire, e respingendo da noi come Tell respingeva col piede il battello di Gessler, un presente che non è nostro! Là baciando le sacre pietre, ciascuna delle quali ha l’impronta d’una parola diffonditrice d’incivilimento, potremo forse ritemprarci ai vostri concetti, e a quel vigore di volontà che sa tradurli in fatti potenti. Nel cerchio per entro il quale noi ci aggiriamo, non avremo le importanti riforme che suggerite, ma fallimento, impotenza, corruzione , anarchia morale e dissolvimento.

Addio caro Morelli, abbiatemi vostro”.

7 agosto

Giuseppe Mazzini


VICTOR HUGO rispondeva in questo modo:

Hugo_V

Bruxelles 17 agosto 1867

 

VICTOR HUGO scriveva come segue:

“Signore,

E’ a Bruxelles che mi è giunta la vostra eloquente ed eccellente lettera del 20 giugno. Voi avete un nobile pensiere, ed io mi associo di tutto cuore ai vostri sforzi.

Io voglio il progresso in tutte le sue forme; il diritto dell’uomo implica il diritto della donna ed il diritto del fanciullo. Il diritto del fanciullo è l’educazione, il diritto della donna è l’emancipazione.

La donna, essendo innanzi alla legge persona civile, à diritto d’essere persona politica. Poiché noi le imponiamo doveri, dobbiamo riconoscerne i diritti: dico riconoscere e non accordare, perché il diritto non si accorda, esiste da per sé.

Dal 1848, con diversi miei scritti, ò proclamato il più altamente possibile il diritto della donna, ed il diritto del fanciullo. Rimasto fedele ai miei principii, fo caldi voti pel successo dei vostri disegni. Coraggio, l’avvenire non fallisce mai!

Credete alla mia sincera amicizia”.

VICTOR HUGO

 

 


I. Stuart Mill
J_S_MillSTUART MILL, scriveva come segue:

Frendenstandt (Vurtemberg)
1° settembre 1867

“Signor,

la vostra lettera del 13 agosto mi à raggiunto in Alemagna, ma non ancora ricevo i tre progetti di legge, i quali non potranno pervenirmi che dopo qualche settimana.Io li leggerò con grande interesse, perché le questioni che concernono e di cui fate cenno nella vostra lettera, LA LIBERTA’ DI COSCIENZA, LA LIBERTA’ DELL’INSEGNAMENTO, E L’UGUAGLIANZA GIURIDICA DELLA DONNA, mi stanno a cuore più d’ogni altra questione sociale e politica.

Mi arresto qui, ma spero scrivervene più lungamente in appoggio, allorché avrò preso conoscenza dei tre progetti di legge (a).

Se voi mi scrivete, vogliate dirigermi le vostre lettere a Makheath Park ken Angleterre.

Accettate, Signore, l’espressione della mia più distinta considerazione”.

I. Stuart Mill

 Al Signor Salvatore Morelli

 (a). l’illustre filosofo inglese dopo ciò scrisse un dotto volume col titolo “L’Assujettissement des femmes” pubblicato testè a Londra e tradotto a Parigi, di cui si degnò inviare una spendida copia al nostro Autore.

 

Jules Simon

Jules_SimonJules Simon si esprimeva in cotal guisa:

“Signore

Arrivando stamane a Parigi, vi trovo la vostra lettera e i due opuscoliche l’accompagnano. Disgraziatamente io non resto qui che qualche ora, dovendo domani passare in Austria ed in Ungheria, ed appena ò il tempo di rispondere a qualcuna delle lettere che ingombrano il mio scrittoio. Farò ritorno alla fine d’ottobre: allora avrò letto i vostri progetti di legge che porto con me nel viaggio, e spero potervene dire il mio sentimento con cognizione di causa.

Ma da oggi la conoscenza sommaria ch’io ne ò presa, mi permette dirvi sino a qual punto io approva ed onori la vostra intrapresa. Anch’io combatto da vent’anni per le cause che voi difendete. Vi auguro miglior successo di quel che io non ebbi qui. Le persone che mi circondano si preoccupano soprattutto delle questioni attuali, e collocano le questioni d’avvenire sotto il titolo di visioni filosofiche. Ma io penso come voi, che i veri patrioti possono e debbono occuparsi delle riforme sociali, perché le riforme politiche non saranno durabili, che quando avremo generalizzata l’istruzione, resa alle donne la loro influenza legittima, e fondata la libertà del pensiere.

Sarò felicissimo sapere il risultato del vostro tentativo, e di averne le nuove direttamente da voi, se vorrete farmi quest’onore.

Vi prego intanto, Signore, a voler gradire la sicuranza della mia alta considerazione”.


 

Parigi – 4 settembre 1867


Giuseppe Garibaldi
Al Signor Salvatore Morelli

G._GaribaldiIL GENERALE GARIBALDI da ultimo, dopo aver esposto il merito dei tre progetti di legge, si esprimeva cosi:

 

“Donne, Studenti, Giornalisti del libero pensiero! L’ispirazione del Morelli formulata in questi disegni di legge è pratica, e concretizza un sistema che solo può sanarci le piaghe di quello che ora ci tortura, e rialzarci moralmente ed economicamente in pochi anni. Egli è stato il primo rappresentante in Europa e nel mondo intero, che à osato con audacia senza pari sfidare i pregiudizi dei secoli, e specialmente di quello inetto e ridicolo nel quale vegetiamo, portando sul campo legale il fulcro delle quistioni sociali, che si realizza nell’emancipazione della donna, della coscienza e dell’umano pensiere.

Io spero, io credo che questo conato altamente generoso del deputato Morelli cui si legano gl’interessi dei due Mondi, non rimanga senza effetto, come non rimane senza frutto l’opera di coloro, che aparecchiarono la grande rivoluzione francese formulando i dritti dell’uomo.

Tutto il difficile è che la verità si conosca; conosciuta appena, il suo passaggio dallo stato ideale al reale e rapidissimo”.


Grotta Monsumanno – 6 luglio 1867

salvatore_morelli
CAROVIGNESE
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